domenica 8 novembre 2009

Lunghissimo con medio interposto, variante rispetto alla tradizione. Ho volato nel "lunghissimo fantasia"

Non potevo esimermi dal raccontare un lunghissimo così. Mi prudono le mani. Vi schiaffo subito la tabellina
Ho fatto anche i video, che magari metterò nel riassunto di lunedì o martedì, ora non ho molto tempo devo fuggire per una "chiacchierata giuridica" con un collega.. Ops.. ma ancora non vi ho detto.
Era l'unico Lungo della tabella Ughesca..ma che lungo ragazzi. Racchiude in se tutte le caratteristiche del suo allenamento. La struttura prevedeva 3h15 così suddivise 1h lenta + 1h 15' media + 1h in cui alternare 2km lenti a 300 metri di allungo.
Sulla carta spaventa un pò, mi spiego. Il medio interposto nel lunghissimo angoscia e mette in discussione tutte le proprie convinzioni sui lunghi. Ritmo costante dall'inizio alla fine, spesso agonizzante sul finire. Questo il mio passato. Quante in memoria di corse così. Il lunghissimo è resistenza al ritmo che ci si prefissa. Altra mia convinzione smontata.
Il lunghissimo che sperimento invece oggi non annoia di certo. C'è sempre qualcosa da fare ad ogni ora, ma lo racconterò strada facendo.
La giornata non è iniziata nel migliore dei modi. Un maestrale assassino spazza la riviera. Nubi rapide sfilano gonfie di pioggia. Io simulo tutto. Pasta la sera prima, prima sveglia alle 6 per colazione a base di fette biscottate con marmellata e frutta (circa 450 calorie). Poi di nuovo letto, infine in strada attorno alle 9, che sarà l'ora X di Firenze.
Parto incosciente, ma corro male..a grandi tratti vi dico che la prima ora passa con un fastidio alla gamba sinistra, non è dolore, ma un indolenzimento che percepisco a livello del tibiale(!?), come se appoggiassi caricando tutto il peso sulla sinistra ed usassi la destra solo come appoggio (che in parte è anche vero per via del mio problemino). Che fastidio..vento freddo e forte, non riesco a correr più di 5'38 e feedback negativi mi girano in testa, andiamo bene penso. E' un tormento correr così! Poi arrivo nelle campagne dietro l'aeroporto (i lunghissimi a Sa Segada son stupendi!..non c'è nessuno, strada larga una macchina e campi e filari a perdersi all'orizzonte). Il vento qui è meno minaccioso, ma quello che mi salva è lo scoccare della seconda parte dell'uscita. L'1h15 di medio mi fa esordire ad una nuova corsa, aumentando l'andatura e portandomi vicino ai 5 si dissolve piano piano la sensazione di disagio ed è un godimento, penso solo a mantener costante l'andatura, rilanciandola di tanto in tanto, di fatto però disattivo il pensiero dal lunghissimo. Sto solo correndo il mio medio. Mio padre, grande nel supportarmi ogni 4/5km mi allunga da bere (gatorade ed acqua). Intanto inizio a riflettere e a domandarmi "Perchè faccio meno fatica a correre il medio che il lento?". Da non medico elaboro tutta una mia teoria e mi dico "Forse correndo lento usavo in percentuale maggiore fibre lente e con quelle mi ci stavo affaticando! Correndo a questa nuova andatura invece ho spostato la percentuale di utilizzo su fibre diverse e più veloci, che son meno stanche delle prime". La sensazione è stata quella di attingere ad un diverso bacino energetico. In questi pensieri rapito è volata un'altra ora. Solo l'ultimo quarto d'ora del medio è stato più sentito. Vedevo prossimo lo scatto alla terza fase della corsa. La seconda ora ha visto due piovaschi brevi ma intensi cadutimi addosso, ma forte di un berretto calato fin quasi sugli occhi li ho ignorati.
Dicevo della terza fase, l'ora rimanente prevedeva un menu vario. Decretava il ritorno al lento, ma solo per tratti di 2km da inframmezzare con allunghi di 300 metri. Credetemi che mi hanno salvato! Come in passato il lascito del medio si è riversato nel lento con un'andatura "drogata".. Era lento, ma senza accorgermene virava ogni tanto verso il ritmo medio. I 300 metri eran "ripetute", le lanciavo con gioia sfidando le mie gambe. Un pensiero lontano mi diceva che forse potevo stare dalle parte dei 30. Ma non ci pensavo minimamente. Avevo le mie brave "ripetute da 300 con 2km di recupero da fare". Mi son ritrovato nel frattempo, non so come, al porto, là dove mio padre aveva parcheggiato la macchina per porre fine alla mia corsa. Dopo lungo peregrinare (ho visto anche Mary, Enzo e tanti altri amici) bè forse un'occhiatina al gps potevo anche darla. Il riepilogativo mi ha stordito..mancavan un paio di minuti allo stop! Certo stanco, ma la fatica non è mai stata severa. Quella mentale nella prima ora, quella fisica un pò nell'ultima mezz'ora, ma senza mai raggiungere picchi da crisi, anche perchè rilanciavo in continuazione la mia andatura rimbalzando il compito di sostenermi alternativamente ai due tipi di fibre (per quel pensiero che avevo maturato nelle campagne di Sa segada).
Ora certo mi si chiederà cosa sogno, cosa spero in maratona. Io dico che lascio fare alla strada..sò che a Firenze sarà dura e ci saranno credo su per giù fino ad un max di 5' in più da aggiungere ai tempi garmin per il solito discorso traffico di gente/zigzag. Però quando si fanno questi lunghi così, che volete..ci si sente leggeri e contenti. Ho imparato cose nuove, l'efficacia delle variazioni di ritmo anche in allenamenti così lunghi è un'alternativa al modo consueto di far i lunghissimi. Lo limitavo, nel mio modo di vedere, solo agli allenamenti brevi od entro un certo chilometraggio. Il lunghissimo non è quindi solo resistenza, ma fantasia..quella a cui mi sia concesso mi abbandono!! :-P
Ops il mio amico..scappoo

sabato 7 novembre 2009

Nella penombra della memoria..

Gli applausi, gli accordi di chitarra nella penombra dello scantinato riadattato a locale. Luci soffuse e cappa di fumo. Io con gli altri schiacciato nel piccolo spazio per assistere ad una esibizione live. Quando gli accordi provati si trasformarono nelle note, chiare e precise di Come as you are, un'onda emotiva mi travolse. Lo sapevo, nella sera di perduta memoria di non so quanti anni fa, che quel momento si sarebbe impresso indelebile dentro di me. Era una sera come tante, più di una decade è passata. Ma quella serata, quel contesto l'ho memorizzato ed ora mi ritorna prepotente ogni volta che ascolto quella canzone. Si fa carica di nostalgia, mi vengono anche i i lucciconi agli occhi, i volti di amici ora lontani, altri persi..conoscenze, tutto mi ricordo. E' tutto volato via. Gli anni spensierati ed in fondo un po' innocenti di quell'epoca adolescenziale si son persi nelle pieghe della memoria, ma le canzoni li cristallizzano e li rendono in un certo senso immortali. Ogni età ha le sue note che la narrano. Situazioni di vita e strade percorse si accompagnano a certe colonne sonore e solo a quelle. Mano a mano che cresco riesco a percepire con chiarezza quando un momento ritornerà a "perseguitarmi" negli anni. Ho percepito così la stessa sensazione quando percorrevo gli ultimi metri della mia prima maratona, sapendo che quello sarebbe stato un momento magico. Vorrei riuscire a diventar sempre più bravo ed ad attivar tutti i sensi di fronte alle onde emotive che talvolta mi colpiscono. Spesso infatti non ne sono consapevole e mi trovo a far i conti con dei dettagli sfumati, non percepiti. Voglio invece ricordarmi di ogni volto, ogni sorriso, prima che l'eterno mutare delle cose me ne faccia perdere i contorni di come era e come non sarà più. E poterlo così rivivere, nitido, in quei minuti in cui una canzone mi aiuti ad evocarlo dinanzi agli occhi!

mercoledì 4 novembre 2009

Antonio Berte Canto notturno di un pastore errante dell'Asia

Il mio amore per la pittura "notturna" mi ha portato a Googlare un attimo. Cercavo un Coccorante, che mi era piaciuto molto visto all'Accademia di Brera, invece mi son imbatutto in un autore morto da poco Antonio Bertè
Tra le opere questa ispirata al Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" di Leopardi.

Quasi inquietante quanto affascinante questo dipinto.
Per una rivisitazione della poesia, al quale è ispirato il quadro, qui una interpretazione di Foà.

e dopo questo tutti fuori ad interrogar la Luna..

lunedì 2 novembre 2009

Ciclo Ugo training (scheda 6 week 3): 15km di ripetute..la seduta mostruosa

Quando riesci a finire una seduta del genere capisci che comunque andrà la maratona, il viaggio compiuto per conquistarla ti ha portato ad una evoluzione ed una costruzione impensabili.
Non l'avrei mai detto di riuscir a finir la seduta che vi descrivo sotto il Giovedì qualche tempo fà.
85km settimanali. Dopo la settimana blanda son tornato a pestare. Il fastidio alla gamba sinistra è tornato latente solo il martedì. Poi nulla.

Lunedì: 1h15 di lento. Divido l'uscita in due metà. Nella prima ho quasi difficoltà a star sui 5'32(andiam bene penso!), poi mi sciolgo e la seconda vado a 5'24 facendo fatica a trattenermi. (media finale 5'28 150 battiti)
Nessun fastidio.

Martedì 20x200 rec 1'30". C'è da dire che di solito le faccio sui 43" di media. Son totalmente irregolare. I 46" son frutto della casualità. In alcune arrivo vicino ai 50". Nelle ultime mi sposto vicino ai 40". La gamba da un pò di fastidio in spinta (nel punto solito) quindi credo di imputar ad ELLA la mia bizzaria nell'interpretar la seduta.

Mercoledì: faccio una 50' lenti (ma lenti proprio, corro in compagnia dei reduci della maratona veneziana (Pierpaolo e seba ) e viaggiam oltre i 6. Transitorio

Giovedì: 15' risc + 5km (7'rec) + 4km(6'rec) +3km(5'rec)+ 2km(4'rec)+1km+ 15'def
E' devastante già sotto il punto di vista mentale. Per correrla vi son arrivato dopo mesi di preparazione. Questo è uno degli allenamenti cardine di Ugo in funzione maratona. 15 km di ripetuta da sviluppare frammisti in prove da correr ad alta intensità, almeno con lo spirito, se poi non son riuscito a farlo nella pratica. Non ho mollato un centimetro e mi son immolato sulla strada. Ho creato dei punti di riferimento per l'ultima analoga prova che decreterà la fine della preparazione a -10 giorni dalla gara.
I tempi dicevo non son certo quelli dei best of sulle distanze da me corse, ma pensavo all'intera seduta, ero timoroso sul fatto di riuscire a finirla. Poi forse il Mathias di oggi deve smaltire ancora gli acciacchi. Così quando nei 5km mi son assestato sui 4'56"/km (media battiti 169) mi son detto che poteva andare. Comunque la fatica mi è venuta a trovar verso la fine. Ecco io credo che l'intensità della ripetuta sia giusta quando ad un certo punto, mentre sta terminando, non vedi l'ora sia finita!
Il successivo tratto di 4km son riuscito a correrlo più veloce. 4'54"(172 battiti). Stessa sensazione di volerla terminare a cinquecento metri dallo stop. (I recuperi nota a margine son stati tutti sui 7'/km. ). Qui cosa strana..eran già trascorsi 9km di ripetute e..mi sentivo arrivato. Esaltato per aver già "scollinato". Invece le successive prove son state ancor più dure. Nei 3km son ritornato indietro al ritmo della prima prova 4'56"/km ( 173 battiti) e nei 2km addirittura ho ceduto qualcosa ancora (4'58"/km 172 battiti). Ma senza sconforto. Mi son reso conto che nonostante la fatica del momento, che in ciascuna prova mi ha colto, stavo mettendo insieme un'uscita importante. L'ultimo mille così in 4'51 (171 battiti) mi ha visto quasi esultare. Ne traggo delle ottime indicazioni e son curioso a sto punto di raffrontarmi tra qualche settimana quando questa identica prova mi richiamerà in causa.

Venerdì: corsa a roma di 9km lenta(oltre i 6) con allunghi. Un pò sul lungotevere ora sopra ora sotto (ma ero in un punto dove c'eran solo san pietrini un massacro)

Sabato: pausa

Domenica 1h45' di cui 45' lento + 30' medio allegro + 30' lento
19, 6km totali a 5'22 di media. Son partito un pò addormentato e freddo. Mi son dovuto scaldare e così dopo un paio di km a 6' ho iniziato ad andar sotto i 5'30. (primi 45' però a 5'38!). Il passaggio al medio è stato svegliante. Splendida domenica mattina, in quella mezz'ora a 4'57 (165 battiti), l'ho colta tutta. E' un piacere viaggiare a questi ritmi, questa volta senza il disagio provato (andavo più o meno così) giovedì (ma ero preoccupato dall'uscita là). Avrei potuto continuar per molto. Poi il passaggio al lento di nuovo, sui 5'35 (sporcati ancora da un km di transizione lento nel centro storico. In realtà ero costante sotto i 5'30).

Che dire dopo cotanto parlar di ritmi ed uscite.. me stò a divertì.

giovedì 29 ottobre 2009

Plagio scritto. Arriva la smentita di runners world


E' arrivata la smentita di Runners world per il plagio di quel mio scritto. Si è chiuso il cerchio.

mercoledì 28 ottobre 2009

Mangiatore di panini del MacDonalds e molto altro: record di velocità


Chi lo vuole battere? Secondo me questi son record stupidi. Lo stesso tipo, se entrate nei video correlati su youtube, si cimenta con il record di banane mangiate in 2' e molte altre imprese.
Son per lo slow food, in questo più maratoneta che mai :-)

lunedì 26 ottobre 2009

Ciclo Ugo training (scheda 6 week 2): Fastidioli

Non mi riesco a godere questo periodo di ottobre come vorrei sotto il punto di vista podistico. Quel fastidiolo alla gamba sinistra che avevo un paio di settimane fà, causato dalla mia stoltezza per un uso non corretto di scarpe vecchie viene a trovarmi ancora ogni tanto. Lo localizzavo male oltretutto, come vi dirò ora.
Questa settimana è stata la settimana dello scarico forzato..son stato a Milano e di fatto per 3 giorni (poi diventeranno 4) non ho corso. Lo stop mi ha permesso da un lato di rifiatare, dall'altro di definire l'infiammazione che forse per l'averci sempre corso su non ho potuto mai percepire appieno (ero sempre caldo).
Non è sul ginocchio, sembra esser la parte bassa ed esterna del quadricipite, talvolta si irradia in posizione più centrale (comunque sempre quadricipite basso è!). E' un fastidio, una piccola fitta, che ho sentito in quei giorni di pausa quando ci poggiavo su il peso, quindi camminando in discesa e all'atto della salita e discesa delle scale in particolare. Mi ha creato più noia nella tre giorni lombarda che in corsa a dirla tutta!
Rientrato sabato, ho provato a correrci su. Dopo 1km siccome avevo una corsa molto azzoppata mi son subito fermato per paura e l'ho massivamente trattato con ghiaccio- caldo- ghiaccio, rimanendo a riposo completo. Quello che non ho fatto a Milano insomma (con Ele camminavamo una decina di km al dì per lo meno).
L'indomani, Domenica, cioè ieri, il fastidio da 100 era sceso a 15 ed ho potuto correre.
Come in passato la sensazione è stata di un indolenzimento i primi minuti di corsa, che poi è scomparso a muscolo caldo.
Credo che se avessi potuto osservare i giorni di pausa in riposo completo forse sta cosa si sarebbe dissolta del tutto. Alla maratona non manca molto però. Fermarmi ora per altri giorni sarebbe creare un buco troppo importante. Non è che non riesca ad allenarmi. Son veramente poche settimane alla fine del carico. Io continuo ad applicarci ghiaccio a scopo preventivo come ho fatto sabato e vediamo che succede..

Il brevissimo riepilogo di 3 giorni di corsa:

Lunedì: Variazioni 60"-60" Partito pigro, ma poi andato in progressione. Ne chiudo una per sfizio a 3 16 all'ultimo scatto.
Martedì: 15x400 (rec 2' in souplesse). In pista escono tutti molto regolari, tranne un primo pigro in 1'43". Tendenzialmente in tutti ho chiuso in progressione, dando gas nei 200 metri finali. Dividevo mentalmente la distanza in due, fino ai 200 non pensavo quasi di essere in ripetuta, poi iniziavo ad impegnarmi ed uscivo dalla curva in forcing dando quello che avevo. La media finale è stata di 1'40". (4'10"/km). E' la prima volta che ne sostengo 15.
Mercoledì- Giovedì-Venerdì: Riposo camminato nel viaggio in lombardia.
Sabato: 1km e poi stop precauzionale
Domenica: 20km all'interno dei quali 1h15' di medio. (la seduta era 15' risc + 1h15' medio + 15' def). Il medio non è uscito un granchè, a 5' 08", ma il cappello introduttivo del post è stato esauriente, poi ci metto anche il lascito di giorni di bagordi famigliari. Ero da due giorni in surpluss calorico e quindi la corsa mi è servita più per disintossicarmi che per fare un'ottima prestazione.

I km settimanali son stati 45,5. Mi son saltati in pratica una salita lunga veloce, una corsa su sterrato (quella che avrei voluto provar sabato) ed un giorno di esercizi di potenziamento.